Non mi era mai capitato di finire di lavorare lo stesso giorno degli altri. E neanche di fare 4 settimane intere di vacanze. Figuriamoci quattro settimane e qualche giorno.
Non mi era neanche mai capitato di trovarmi la CIGS e l'acconto IRPEF in busta prendendo il 40% di quello che era il mio stipendio normale.
10 anni fa di questi tempi, arrivava a casa la parabola per il satellite. Dopo 6 anni di Tele+, potevo espandere i miei confini. Il primo giorno mi metto a vedere più o meno tutti i canali, e ne scopro (con mia somma gioia, destinata poi a spegnersi per la solita pochezza qualitativa) alcuni dedicati alla musica. Il sabato era il giorno della classifica, e dopo un paio di canzoni insignificanti, ecco comparire il genio: Helge Schneider (con i suoi Firefuckers) con la cover di A whiter shade of pale. Considerando quello che si sente in Italia, non mi sorprese più di tanto vederlo attorno al trentesimo posto. Purtroppo, il video della canzone non è più disponibile su youtube (stupid lousy Viacom), ma ci sono un paio di canzoni dallo showcase che andò in onda quella stessa sera: We are the firefuckers (più versione in tedesco). Si tratta ovviamente dell'anthem della band. Ho poi scoperto che oltre ad essere un comico, Schneider è un musicista ben preparato che si diletta a fare l'idiota.
Il satellite mi ha donato un tot di conoscenza (specie negli ultimi mesi, in cui mi diletto a seguire programmi di ingegneria ed architettura su Discovery Channel), la possibilità di vedere serie (quasi) complete con (quasi) tutti gli episodi in ordine trasmessi (quasi) sempre lo stesso giorno alla stessa ora, poca musica interessante, pochi fenomeni stile Mai dire TV, un buon numero di cartomanti e televenditrici tettone e (prima dell'avvento di quella ciofeca del decoder ufficiale Sky) un tot di porno in chiaro.

Prima di internet, c'era la radio. Lo so che c'è ancora, ma all'epoca (quei 15 anni fa circa) c'erano trasmissioni interessanti. Di quelle di Radio Lupo Solitario ho già parlato. Ma prima ancora ce n'erano altre. Una si chiamava Enterprise: andava in onda (mi pare) su Radio Super Lecco International, trasmetteva una sera a settimana per due ore: una dedicata al prog ed una al metal. E' grazie a loro che ho conosciuto gruppi come Attack e Royal hunt. Un'altra andava su Radio Studio Vivo, era condotta da Roberto "Bobo" Picozzi, e non ricordo il titolo. Una o due volte a settimana, per un ora proponeva brani vecchi e nuovi. E' lì che ho conoscito meglio band che si possono ritenere storiche ma che avevo ascoltato solo marginalmente. E oltre a far sentire le migliori canzoni degli U.F.O. e farmi scoprire Back to back dei Pretty maids anni prima che gli Hammerfall la coverizzassero, mi ha accompagnato nell'approfondimento di una grande band, conosciuta principalmente per Boys are back in town.
I demoni di cui parla la canzone sono gli stessi che hanno tormentato Phil Lynott fino alla sua prematura scomparsa. E Lynott, a differenza di gente tipo Morrison o Cobain, è uno per cui mi dispiace.

C'era una volta, tanto tempo fa, Italia 1 che verso mezzanotte trasmetteva uno speciale sul Metal (almeno, per due settimane). Complice il fatto che me li ero rivisti per decine di volte, ricordo distintamente Manowar - Blow your speakers, Loudness (non conoscevo la canzone, nel video c'erano loro in un deserto con alle spalle una grande scritta col nome della band), Sammy Hagar (due canzoni: Give to live ed una che iniziava come il cantato di Self Control), Van Halen (una splendida Love walks in dal vivo ed un altro video) e poi questa fantastica canzone dei Dokken.
Tratta dal terzo film della serie Nightmare, aveva invogliato un non-appassionato del genere come il sottoscritto a guardarsi il film (che agli adolescenti di oggi farebbe forse solo ridere). Il video (a parte certe pose improbabili da "ahquantosoffigo") è - o quantomeno, dovrebbe - essere un classico. Meraviglioso il cameo finale di Freddie!

Questo mese tocca agli Alphaville, con la title-track del loro album d'esordio (composto per 9/10 da ottimi brani; l'unica eccezione per me è In the mood). Per qualche anno mi ero dovuto accontentare dei singoli, l'album sono riuscito a sentirlo solo verso la fine delle superiori, ed è stata una piacevole conferma.
Dopo il secondo lavoro Afternoons in utopia (con la splendida Dance with me come singolo principale) li ho persi di vista; ho sentito qualche cosa di più recente ed ho notato una deriva verso quelle che erano le nuove tendenze della musica da discoteca; su youtube si trovano ulteriori nuove incarnazioni della band, con un sound attuale ma che non snatura i brani. Della formazione originale è rimasto il solo Marian Gold alla voce.

Tanti anni fa, andavo a scuola. E come a tutti gli studenti, mi è capitato di manifestare.
Con qualche differenza rispetto agli altri (specie rispetto a quanto si è visto negli ultimi anni). Anzitutto, nella nostra scuola le manifestazioni si facevano al pomeriggio, e NON durante l'orario di lezione. Così si capiva se la gente voleva davvero manifestare o solo perdere tempo. Poi c'era un motivo valido: la mancanza di aule; non i problemi di accoppiamento dell'orso bianco o qualcosa che succedeva a 500 km. di distanza. E non c'è mai stata autogestione, che è un altro modo per perdere ore, fumare canne e cercare di trombarsi le compagne (pazienza se poi qualcuna restava incinta, era solo una piccola percentuale). Beh, io posso dire di non avere rimpianti (tanto non sono mai stato un drogato e dubito che una qualche mia compagna me l'avrebbe data).